Piazza al Mercato


Nella mia città natale siamo molto affezionati ai posti comuni come le piazze, dove ci si incontra, si socializza e ci si chiede: -come stai? - anche se ci è visti un attimo prima. Una di queste è: piazza Regina Margherita o come la chiamano con mal celato affetto i miei concittadini: -Piazza al Mercato-. Oggetto in questi ultimi giorni di incomprensioni e polemiche al limite della libera espressione! 

Erano mattine calde e luminose quelle che mi ricordo, sempre troppo presto, di prima mattina, la migliore frutta al mercato della Piccola Città, mia madre mi prendeva per mano, e con calma attraversavamo la città. Da bambino per me piazza al mercato era il giardino dell’eden mescolato con un girone infernale. 

Le sensazioni che davano i profumi della frutta, mescolati al parmigiano, alla verdura, al fresco del cemento del pavimento del mercato del pesce insieme a quelle dei polli e conigli appesi nei box, spellati e pronti per essere comprati mi regalavano un misto di piacere e terrore, di curiosità e paura. 

C’era una signora, fra i banchi della frutta dove mia madre comprava cicorione, sedano e patate che per farmi star buono mi regalava sempre un mela. La mangiavo con calma durante il resto del giro per la spesa, sputando semi e buccia nella mano destra, riempiendola fino a scoppiare, la mano ancora troppo piccola e la mela con almeno due o tre semi per ogni morso. 

Ricordo che per il pane fresco scendevamo le scalette dove all’angolo di via Traiana il forno di Spinelli vendeva il pane più buono della Piccola Città. Mezza coppia di Allumiere gialla e ancora calda e tre rosette, per aggiustare il peso un pezzettino di pizza bassa, bruciacchiata e salata da sgranocchiare felice leccandosi le dita unte d’olio, fino a casa. Infine, a casa, a pulire le verdure per il minestrone! 

Buon fine settimana cari concittadini, e non litigate che voi siete stati fortunati! NB: La foto è fatta al piccolo mercatino di quartiere di frutta e verdura vicino casa mia! /Franco 

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ANCORA CALDI

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