Una volta la detestavo
Credo che questa pizza pasqualina per essere apprezzata abbia bisogno di una certa maturità. Antica delicatamente aromatica, seducente. La pizza di Pasqua vanto cittadino della -Piccola Città- regnava suprema a casa nostra. Per gli adulti. Non per me! Chissà, forse sarà stata colpa dell’accento esotico dell’anice, oppure della strana presenza del alchermes, ingredienti non comunissimi nei dolci. Fatto sta che io, da ragazzino, proprio non potevo vederla. E non comprendevo tutto l’entusiasmo dei grandi, in attesa della resurrezione di nostro signore per questo strano dolce. Come ogni anno, era la gentilissima signora Olga alle Molacce amica di mia madre a far sì che venissero infornate nel suo forno a cupola costruito in muratura dà suo marito Giuseppe, nell’orto dietro casa tra la misticanza e il cicorione. Che poi mia madre con grande fatica portava a casa in grosse sporte fatte da piccoli triangoli di diverso colore cuciti tra loro. Le pizze una volta arrivate a casa veniv...









