L’imbiancatura della stanza
Quando ero ragazzo per Pasqua c’erano preparativi che iniziavano un paio di settimane prima. L’imbiancatura dell'unica stanza dove mangiavamo e dormivamo. Dove io studiavo sul tavolo con il piano di marmo durante i pomeriggi passati da solo. Non prima di aver riscaldato e mangiato la solita minestra di pastina e piselli lasciatomi da mia madre la mattina prima di andare al lavoro. L’imbiancatura della stanza era una costante che toglieva il fumo sparso dell’inverno dalla stufa economica di smalto bianco che andava a legna comprata a credito dal signor Ranzoni alla Madonnina. Dopo l’imbiancatura sarebbe odorata di calce bianca pulita durante tutto il periodo pasquale. Questo trattamento di favore era riservato a questa unica stanza per accogliere la famiglia del mio fratellone. Moglie e due bambini al seguito i quali sarebbero arrivati da Roma per il pranzo di Pasqua. L'altra stanza invece dove non stavamo mai restava in tinta celeste pastello. Era diversa perché ...










