Le mie Pasque, tra Italia e Svezia
Pasqua in Italia. Ve la auguro stupenda! Pasqua in Italia, di solito calduccio il tempo. Mi ricordo da ragazzo: Ragazzine con le scarpe bianche, gonne chiare e sotto reggicalze da immaginare. Parlo di tanto tempo fa ma poi certe cose cambiano. Ricordo le premure dei parenti di mia madre. Ci mandavano in un cartone il casatiello di Pasqua, altissimo dorato con sopra tre uova sode, strapieno di sfrizzoli e profumato di salame piccante, pesava un quintale e si tagliava a fette come una torta. Mai piú visto in nessuna altra parte del mondo. Ricordo il barbiere amico Enzo al corso della Piccola Città che a Pasqua mi faceva somigliare ad un attore francese con i capelli alla Jean Sorel. Tutto inutile! Con le ragazze non ne azzeccavo una. Ero timido e balbuziente. Soffrivo molto e stavo in disparte. Però dopo bastava sentirmi sfiorare dallo sguardo gentile di una amica (un po’ figo lo ero, sia ben chiaro!) e mi sentivo subito meglio. Ricordo il precetto pasquale con il Vescov...









