Quanto sei bella cara Stoccolma


Quanto sei bella cara Stoccolma, anche se sembra che l'estate ci stia lasciando, oggi appena 15 gradi e per uscire c'è bisogno di coprirsi meglio. Stamattina in centro per una commissione alla vista del vecchio tram nr7 in servizio per poche ore per la gioia dei tanti turisti e qualche coppia innamorata mi è sembrato di tornare indietro nel tempo e rivivere la mia vita di quando giovanissimo arrivai in questa incredibile città.

Nostalgia?

L'edificio che vedete in fondo a sinistra è il teatro Reale di arte Drammatica o più semplicemente –Dramaten- come è chiamato con affetto dagli abitanti di questa città. È il vanto di tutti, dove pensate un po’; è il teatro dove la divina Greta Garbo giovane commessa in un grande magazzino mosse i primi passi. Il grande regista svedese Ingmar Bergman invece fu direttore artistico per diversi anni. Fu proprio in questo teatro che il 30 gennaio 1967 mentre si svolgevano le prove di Danza di morte di Strindberg, arrivarono all'improvviso due poliziotti, che condussero Bergman al centro di polizia in quanto indagato per frode fiscale. Ero da pochi anni in Svezia e rimasi molto colpito da questo fatto di cronaca.

Io invece la prima volta che presi questo tram e vidi per la prima volta il -Dramaten- avevo vent'anni, il tram era ancora in normale servizio. Era una mattina di dicembre del 1965. Mi trovavo in Svezia da appena due mesi e avevo accettato un invito da una collega di lavoro che si era proposta a farmi da guida nel parco di Skansen il più grande museo all'aperto del mondo.

Era un sabato mattina e faceva molto freddo -15-20° sotto lo zero (anche all'interno del tram.) Un vero shock per un italiano abituato al clima mite della –Piccola Città- anche a Natale. Non parlavo una sola parola di svedese. Balbettavo solamente alcune frasi senza senso che nessuno ascoltava e voleva capire. 

Ma fu un tragitto molto romantico attraverso il parco di Djurgården ricoperto di neve. Pensate passava anche davanti all'ambasciata italiana, una villa bellissima in un posto da fiaba. La vista del tricolore issato sul pennone più alto mi fece venire il magone, ma durò poco, passò appena entrato nella caffetteria del parco con caffè bollente e il profumo del pane dolce alla cannella.

Un tragitto in tram in una fredda mattina di un lontanissimo mese di dicembre che non ho più dimenticato.

***💓



ANCORA CALDI

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