Aria di Primavera

Foto by: UnderbaraClara

Oggi alle ore 15:46 di venerdì 20 marzo 2026 scatterà ufficialmente l’equinozio di primavera. 

Primavera che dopo un inverno particolarmente duro grazie al gelo che piano piano si sta sciogliendo da qualche giorno si inizia a sentire anche a queste latitudini preparando e provando qualche addobbo per la Pasqua che si avvicina. 

Stranamente è sempre in questo periodo che precede la Pasqua che mi è sempre mancata la -Piccola Città- .Cosa mi manca dalla Piccola Città?  

E chi lo sa…  

Forse mi mancano le mie passeggiate contro vento al viale con il naso arrossato dalla tramontana. Le labbra spaccate dal freddo, la pelle quasi blu, la testa congelata.  

Forse il calore della primavera lungo l’antemurale. La mia bicicletta gialla con l’adesivo Bini-Faliero.  La campanella del Calamatta che suona alle otto e un quarto.  

Mi manca la mia vecchia casa fuori città tra la Fiumaretta e il Cimitero con i tre gradini fuori dalle porte delle case dove in Primavera le ragazzine si sedevano per asciugare al sole i capelli appena lavati.  

La lumaca verde disegnata sulla vasca in porfido grigio sistemata all’aperto, dove le donne facevano il bucato anche con il freddo.  

Zorro, il cane gigante, nero e affettuoso. 

Dalla Piccola Città mi manca la risata di Alberto fuori dal palazzo ferrovieri dove il pomeriggio ci radunavamo con gli amici.  

Mi manca l’assoluta precisione di Pippo pizzicagnolo al ghetto con pizza e mortadella.  

Mi mancano i sorrisi maliziosi delle ragazze apprendiste da Marcella la sarta su al Faro.  

Mi mancano gli sguardi di sfida della sora Maria e della sora Iole fruttivendole al mercato di seno fiorente e coscia forte che non te le mandavano a dire.  

Mi mancano i panni stesi al sole di piazza Leandra e quel vicolo di Pietro Manzi che porta in quell’Osteria dove andavamo la domenica io e Franco per mettere il naso negli affari degli altri.  

Mi mancano il chiacchierare con la Madonnina a largo Giacomo D’Ardia strizzando l’occhio agli angeli annoiati ai suoi piedi.  

Mi manca il teatro Traiano dove andavo con gli amici a vedere qualcosa di cui capivo ben poco ma per la quale ero orgoglioso di trovarmi lì. Dalla Piccola Città mi manca di respirare di nuovo quell’aria fresca e ventosa dell'antemurale un posto che era mio e che ho perso per sempre.  

Ma che è ancora la mia Piccola Città dove posso e voglio tornare. Per passeggiare la mattina presto in piazza del mercato, e comprare un souvenir da portare agli amici lontani al mio ritorno a casa. 

Un abbraccio a tutti e buon equinozio di primavera. 

/Franco 🙋



ANCORA CALDI

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