La luce che ritorna
Stanotte ha fatto freddo, -8°C sottozero ma quando sono uscito dopo mezzogiorno c'era un po' di sole che fa ben sperare. Poi quando sono tornato alle 4 del pomeriggio ancora qualche grado sottozero ma c'era ancora tanta luce. È la luce che ritorna, non c’è niente da fare se anche quassù senti l'arrivo della primavera. Guardi fuori, fa ancora freddo. Persino più di alcuni giorni d’inverno. Quindi non può essere la temperatura. E nemmeno lo spirito. Però tu lo vedi che c’è qualcosa, che è proprio diverso, che è proprio primavera.
È la luce.
C’è qualcosa nell’azzurro del cielo che è diventato proprio azzurro. Un che di leggero, di fresco, che nelle ultime giornate d’inverno non c’è mai. È come se l’aria fosse attraversata dal sole come un cristallo e brillasse di luce sua.
La luce. Non la guardiamo mai la luce. Eppure, è lei la compagna dei nostri giorni e delle stagioni. La luce d’inverno è sempre un po’ pesa, spessa. Persino quando è mezzogiorno è più buia. La luce d’estate è corposa, morbida come una donna in carne sicura di sé.
La luce di primavera brilla. Persino quando è nuvolo ed è cupa, è come una bambina e non riesce mai a rimanere imbronciata a lungo.
Se ci prova, poi d’improvviso scoppia a ridere quando meno te l’aspetti. È una luce per giocare di nuovo nei cortili, acquattarsi dietro ai muretti per spiare i germogli degli alberi. È una luce che carezza l’erba quando spunta, e zompetta fra le pozzanghere delle piogge. È una luce infantile ed anche un po’ dispettosa, che ti può tradire e non presentarsi quando la attendi, o esplodere in un caldo abbraccio pieno di frastuono. È una luce birbona che si prende gioco del mondo.
È la primavera, e tu non puoi fare altro che giocare con lei.
A presto, anime in cerca di luce!
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