I saldi dei libri
A Stoccolma come ogni anno sono iniziati i saldi dei libri. Durerà una settimana con sconti anche del 70-80%. Questa iniziativa mi ha sempre affascinato. Per me e la mia famiglia era un'occasione per uscire tutti insieme, era come andare ad una festa.
Così oggi passerò da Söderbokhandeln la libreria della foto e come ogni anno mi comprerò un libro. Ho imparato molto presto a leggere perché questo mi evitava di parlare con la gente.
Aiutava a nascondersi, sparire dal mondo che mi spaventava e entrare in altri mondi, dai quali poter a loro volta fuggire chiudendo le pagine con un clack.
Ho quindi messo in mano ai miei figli libri dal primo giorno che son venuti al mondo. Per me era una sicurezza anche quella. Se non saprò che fare, se non saprò che dire, se avrò paura, se non sarò capace, leggerò loro un libro.
E a loro i libri piacevano da matti. Ma in un modo completamente diverso dal mio. Perché loro non volevano scappare da questo mondo. A loro questo mondo piaceva, questo mondo metteva fame di sapere e di capire e di imparare. Per cui a loro, i libri, raccontavano il mondo del quale avrebbero fatto parte.
Perché il libro racconta cose che è bello ascoltare tutti insieme e soprattutto, per loro, era un lupo che andava nello spazio rapito da extraterrestri, un orso che apriva la porta a un topolino piccolo, grigio e dagli occhi scintillanti o una rana che faceva le serenate, erano esattamente sul medesimo piano di realtà del papà, o della mamma che porgeva loro una carota cruda prima di cena.
E di ogni storia chiedevano cosa sarebbe successo dopo, e di ogni parola chiedevano cosa volesse dire, e di ogni fatto chiedevano il perché. Così il libro continuava anche dopo l’ultima pagina, niente clack per loro, nessun confine, nessun mondo parallelo.
Così i miei bambini mi reinsegnarono a leggere.
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